venerdì, giugno 18, 2010

QUANDO SI FUMETTA ovvero COSA CENTRA MIA NONNA COL FUMETTO ITALIANO (Parte Prima)


Mia madre è un'insegnate.

"E chi se ne fotte", direte voi.

"E vaffaculo" risponderei io.
Ma neanche sul blog mio posso iniziare i post come preferisco?
Mah.... cose da pazzi...

Vabbè, ricominciamo.

Mia madre è un insegnante (E CHE NON VOLI UNA MOSCA).

Ora, forse non tutti lo sanno, ma esiste una perversa formula scolastica chiamata "Tempo Pieno" che, su scelta degli alunni all' inizio dell'anno, prevede l' obbligo da parte degli studenti di trattenersi a scuola anche il pomeriggio.
Assurdo lo so, ma tant'è.

Cosa centra tutto questo col fumetto? Abbiate pazienza perchè l'ho presa veramente larga, ma giuro che tutto torna alla fine.

Naturalmente, dove ci sono degli alunni ci sono anche degli insegnati.
(Ricordate cosa fa mia madre? Ecco...)

La domanda da farsi ora è la seguente: mentre mamma glifa era a scuola, little Glifo dove stava?

Semplice.....dalla nonna (vero ammortizzatore sociale protempore)

Ora, mia nonna è una figura mitologica metà Erinni e metà Musa e recita anche lei una piccola parte nella storia del fumetto italiano. Ma non è questo il post giusto per raccontare il suo ruolo fumettistico.

Andiamo avanti.

Anche mia nonna era un insegnante (era, perchè ora è andata in pensione).
Donna di cultura classica.
Il suo volto è granitico, severo e arguto. Emana, normalmente, un'aurea di terrore in un raggio di 3-5 metri dal luogo in cui si trova. Insomma se la vedi devi fare un tiro salvezza contro il terrore. Se sbagli, ti dai alla fuga (questa la capiscono solo gli appassionati di giochi di ruolo)

Ho visto omaccioni alti 6 metri e larghi 4, con figli, mogli e amanti, cani e cavalli, farsela sotto al suo passaggio e abbassare lo sguardo di fronte al ricordo dei giorni passati in classe con lei.
Fu il mio primo contatto con il concetto di Timore Reverenziale.

Comunque. Sto andando fuori tema. Perdonatemi.

Quindi, come si svolgeva la mia giornata fino a circa 12 anni?
Sveglia, scuola e casa di Nonna.

E a casa di Nonna?

Eh. Qui scatta il Barbatrucco (stiamo per arrivare al punto, fedeli lettori).

A casa di mia nonna si vedevano le telenovelle.
Se ci pensate bene, ora questo termine quasi non si usa più.
E anche il numero di queste immani porcate si è ridotto a dismisura.
Però in quegli anni Beautiful, Sentieri e compagnia bella appassionavano più di Lost.
A Casa Nonna, spopolava soprattutto QUANDO SI AMA (Capito ora il titolo del post?)



Mi ricordo che a metà degli anni '80 iniziavano a girare leggende su bambini che venivano chiamati Ridge.
Ma non ci credeva nessuno.
Poi, all'inizio degli anni '90 mi capitò un paio di volte di incontrarne qualcuno.
Fu come stringere la mano al mostro di Lochness....ma, come dice Lindbergh, sorvoliamo.

Fatto sta che nella formazione del mio bagaglio di cultura POP anni 80/90 un posto lo occupa tutta sta robaccia. Si. Un 3/4000 puntante miste le ho viste.

Questo cosa comporta?
Comporta che quando vedo una telenovella, la so riconoscere.
Conosco lo schema. Conosco i meccanismi narrativi. Conosco i ritmi e i personaggi archetipizzati.
La si può nascondere, le si può dare una forma di narrazione non lineare e non esaustiva (tipo Lost) ma resta una telenovella.

E il mondo del Fumetto Italiano e' una televonela.

Vi faccia un paio di esempi:

In sbiutiful c' erano due case di moda fortemente in competizione tra di loro. La Forrester e la Spectra (il nome è un programma)
Intorno ad ognuna delle due realtà gravitavano una serie di personaggi.
Stiliti, sarti, esperti di tessuti, direttore di marketing.
Ogni tanto c'era un tradimento. Un membro di una azienda passava dall'altra parte.
Qualcuno veniva cacciato, qualcuno licenziato. Un paio di volte all'anno c'erano gli eventi principali della stagione. Di solito erano la settimana della moda a New York o le sfilate Parigine o Milanesi. Ogni tanto una scazzottata. Ma solo ogni tanto.

Ecco. Facciamo questo giochino. Sostituite nel discorso di sopra, "case di moda" con distributori o case editrici....
Stilisti, sarti ecc. con disegnatori, autori, grafici e direttore editoriali...
Milano, Parigi e New York con Lucca e Napoli...

Vi torna qualcosa?

Pensateci.

(FINE PRIMA PARTE)

Ps: Ma tutto questo col fumetto che centra? Con il fumetto come Arte creativa?
Con le vendite? Con la libertà degli autori? Ne parliamo presto. Non prestissimo, ma presto...

2 commenti:

PierZ ha detto...

quando vuoi prenderla larga non scherzi, eh?

Andrea Mazzotta ha detto...

E ancora devi vedere dove voglio andare a parare...