lunedì, gennaio 23, 2012

BREAKING BAD ovvero C'ERA UNA VOLTA LOST


C'era una volta Lost.
Ne parlavano tutti.
Ne parlavamo tutti. 
Da una notte all'altra, sorgevano come brufoli sulla faccia di adolescenti centinaia di server  per contenere miliardi di parole che descrivevano teorie, ipotesi, verità presunte e supposte. Rivelatesi tutte puttanate.
Oggi si dirette "Lost lo ha diretto Schettino".
Il che spiegherebbe anche il naufragio iniziale.
Poi, improvvisamente, è sceso un silenzio innaturale come un elefante e un canguro che fanno sesso. Saltellando.
Oggi digitando Lost su Google parte in automatico un programma che formatta l'hard disk.
Nessun ne parla. Nessuno ne vuol parlare.
Quando l'ultimo minuto dell'ultima puntata dell'ultima stagione frantumò la speranza che ci fosse un'idea dietro, una coerenza narrativa che trascendesse dalla semplice, geniale, caratterizzazione dei personaggi, nacque una casta di paria: gli Untori di Lost....cioè coloro che avevano suggerito ad amiciparentipassanti la visione del quel coitus interruptus che era la serie.
Odiati, derisi e persegutati gli Untori di Lost, artefici di un atto di amore e fede quale era la diffusione di quello che fu,sostanzialmente, un morbo passionale, si rifugiarono nell'oscurità delle proprie case a leccarsi le ferite, a rivedere la serie, cercando disperatamente dei frame che contenessero messaggi subliminali in grado di spingerli in quella tragica epopea di indottrinamento che ne segui.
Nessuno di loro, retroilluminati solo dalla luce del loro schermi retroilluminati e condannati al silenzio in quanto banditi da ogni dialogo a causa del loro tragico errore, ne trovò mai.
Decisero allora, autonomamente ma all'unisono, di aspettare pazientemente  nell'oscurità e nel silenzio sforzandosi di non diventare muti e ciechi (come in molti li avrebbero voluti).
Un giorno, forse vicino, forse lontano, si sarebbe udito in lontananza, ritmico e scolpito nel muro del suono, lo scalpitio di un nuovo cavallo su cui puntare. Una nuova serie da diffondere, la propagandare, da sponsorizzare.
Qualcosa che li riscatasse dall'errore commesso e gli donasse di nuovo diritto alla parola, all'opinione e ai flame sui forum.
Mi chiamo Andrea. Ero anche io un Untore di Lost.
Lo sentite anche voi questo scalpito di cavalli?
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Ebbene si.
Con pavida codardia ho aspettato la quarta la stagione per sperticarmi in lodi e in opere di diffusione, ma ora è giunto il momento di tornare a untare!
 

Breaking Bad è una serie creata da Vince Gillagan, già autore di diversi episodi di X-Factor.
Protagonista è Bryan Lee Cranston, un signore che, così, tranquillamente, si è portato a casa il premio Emmy Awards come migliore attore per serie drammatiche dal 2008 al 2010.
Quest'anno però non ha vinto.
Non l'hanno fatto partecipare (la questione è semplice ma complessa. Non ha importanza, davvero [© Barbato])
Ora spiegare perchè un tizio che è la materializzazione fisica di Ned Flanders
possa nel giro di quattro stagioni diventare il personaggio più cool del piccolo schermo (e, dai, diciamo la verità...anche del grande) è difficile.
Prego la regia mandare il contributo
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Tutto chiaro? No? Non riuscite a capire come possa essere esaltante e stimolante la storia di un uomo di mezz'eta che fugge in mutande nel deserto?
Potrei spiegarvelo. Lo potrei fare, giuro. Vi potrei raccontare la storia di un uomo così intelligente da essere quasi candidato al premio nobel, che per l'amore per la sua famiglia, per il figlio disabile e per la moglie un po' ossessiva si ritrova a fare l'insegnante in un liceo di ignoranti in una piccola cittadina polverosa del new mexico, contando ogni giorno quanti soldi ha in tasca e costretto a fare un secondo umiliante lavoro.
Oppure potrei parlarvi del concetto di punto di rottura abbinato a quello di giustizia. 
Potrei scrivere mille parole sul fatto che la legge è oggettiva e la giustizia, no non è soggettiva. 
La giustizia è giustizia. E con la legge non ha nulla a che fare.
Potrei raccontarvi che il punto di rottura per un uomo giusto, per un uomo mite, con una mente superiore, col desiderio di proteggere la propria famiglia crea abissi guardoni che potrebbero restare accecati dalla forza di volontà altrui.
Ma a cosa servirebbe? Avete deciso di iniziare a vedere questo serial circa venti righe fa....e senza che io abbia iniziato a parlarvi degli altri protagonisti...
da Jesse Pinkman

a Gus
a Victor
 a Teddy
E' solo una bella storia? No, non è proprio una bella storia. Anzi. Non è una storia edificante.
Non c'è una morale. Non c'è esattamente un lieto fine. C'è un uomo contro il destino. E quando un uomo con la forza di volontà e un cervello che fanno provincia incontra un destino con infinite avversità nella sua faretra...bè...sarà il destino a soccombere.
Da un punto di vista puramente tecnico, siamo a livelli avanguardisti rispetto a tutto quello che si vede e si è visto in giro negli ultimi anni.
Nelle prime serie la narrazione inizia con un flashawrads evocativo che si esplicherà solo alla fine dell'episodio. Il montaggio prevederà spesso riprese dal punto di vista degli oggetti. Qui sotto trovare un video che vi chiarirà meglio il concetto

A questo aggiungete che il ritmo, sempre perfetto, verrà a volte volontariamente spezzato da elementi estranei  ma complementari alla narrazione come il video musicale linkato sopra che è parte integrante dell'episodio. Il tutto per creare un effetto elastico, di tensione e distensione, accrescendo puntata dopo puntata la prima parte e riducendo, fino ad eliminarla, la seconda.
Ho finito di vedere la quarta stagione. Ce ne sarà una quinta, ma potrebbe terminare anche  tutto qui e ora. Il cerchio è quadrato, la botte piena, la moglie ubriaca e la cantina rifornita. Il pesce è nel panaro, il cavallo (la ciuccia) è stato domato e donato...gli abbiamo guardato anche in bocca. Il percorso percorso,abbiamo fatto sia il primo piccolo passo che tutta la lunga strada,  la gattina frettolosa ha fatto figli con dieci decimi, il cammello è passato dalla cruna dell'ago, il cielo era a pecorelle e la pioggia è venuta giù a catinelle, c'era rosso di sera e c'è stato bel tempo, l'insalata è nell'orto e maramao non è morto. Insomma, è tutto perfetto. Mancate solo voi, seduti su un divano comodo a guardarvi queste quattro stagioni di pathos e thanatos. Accrescete il vostro immaginario e poi tornate qui a ringraziare del consiglio.
E se doveste avere qualche problema.....meglio chiamare Saul....
 Il Glifo Bad
Ps: Il titolo Breaking Bad non è facilissimo da tradurre. Sarebbe una cosa tipo "incattivendosi".
Ma a piace più pensare che sia più simile a "rottura che ti porta ad essere cattivo"...per la serie: non fate mai incazzare un uomo buono. Non ne verrà mai nulla di conveniente per voi. Potrebbe venire a bussare alla vostra porta...ma questo lo capirete meglio alla fine della quarta stagione...

2 commenti:

valerio stivé ha detto...

sìsì. Lost nonl'ho mai patito perché mi è sempre sembrato basato su un effetto immediato di suspense e emozione momentanea e fine a se stessa. un imtrattenimento molto povero a differenza di quello che voleva falsamente far credere.
BB è bello perché lo puoi leggere sotto un sacco di aspetti, e sotto tutti questi aspetti è sempre eccelso.
tra parentesi, ancora non ho visto la quarta, mi son dovuto interrompere.


ma di titoli nuovi cosa ti è piaciuto, Andrea?

Giacomo Maio ha detto...

Vorrei sottolineare che quello nella foto non è victor... è Hector