domenica, marzo 23, 2008

MANTOVA ovvero Cavolo, ci ho messo 23 giorni a tornare!


Nei mio Ultimo post ( risalente al 29 Febbraio) scrivevo che stavo per recarmi a Mantova e che quando sarei tornato vi avrei raccontato come era andata!....

Perchè solo oggi, dopo 23 giorni, appare questo post?

Vi propongo due spiegazioni, scegliete voi quella che gradite di più!

Spiegazione A - Il Dito

Quando ero piccolo uno dei miei giochi-stupidi preferiti era fissare una montagna o una camion, mettermi un dito davanti ad un occhio (no, ne dentro un occhio ne dentro il naso( quello è venuto dopo)...davanti...), chiudere l' altro e cercare di capire come un dito così piccolo potesse coprire qualcosa di così grande.
Era uno di quei giochi-stupidi che a ripensarci quando sei grande ti fa comprendere quando hai capito che per vedere qualcosa nella sua giusta dimensione devi mettere un pò di distanza tra te e lei. Magari qualche giorno....


Spiegazione B - La Misteriosa Congrega dei Disegnatori Dal Polso Stanco:

Appena uscito dal Palaportachesbatte (da alcuni chiamato PalaBAAM) sede della fiera, mi dirigevo tranquillo e soddisfatto verso la macchina pronto a ripartire quando, all' improvviso, tutto si fa buio ( cioè, PIU' BUIO, era già notte cmq)!
A quel punto faccio ciò che avrebbe fatto chiunque altro al posto mio!
Mi metto a cercare una FIESTA in quanto penso "Tutto il giorno su e giù per la fiera, a pranzo solo un panino ed ora non ci vedo più dalla fame!"
Ma non era così.
Mi ci vuole qualche minuto a capire che mi hanno calato un cappuccio in testa ( aiutato nell' elaborazione mentale anche da una voce semi-familiare che chiede a qualcuno "Hai stretto bene il cappuccio?")
Di ciò che successe da questo momento in poi ho ricordi abbastanza confusi causati da un susseguirsi frenetico di eventi....

....Ricordo di essere stato portato in una stanza fiocamente illuminata piena di modellini di tutti i generi ( Gundam vestiti da Sailor Mars, Doraimon vestiti da Topogigio, Venus che smonta il missile centrale a Mazinga ecc....)...

....Ricordo che non ero solo. Con c' era un signore di mezz' età napoletano che iniziò subito ad offrire tutte delle ottime pastarelle e altri ragazzi con maglietta nera e rossa.

Innanzi a noi c' erano una ventina di persone. Non sono riuscito a vedere nessuno di loro in faccia.
Però ho distinto chiaramente qualche sagoma...
C' era un tipo con i capelli rasati in modo strano, uno con un cappello con le orecchie da topo, un altro con degli occhialini e tratti vagamente orientali ma da uno spiccato accento romano , un' altro molto alto col naso aquilino e i capelli lunghi e due tizi che stavano sempre vicini, uno alto e l' altro più basso che indossava sempre gli occhiali da sole a specchio....

....Iniziarono a farci un lungo discorso sull' arte, sulla creatività e sulle fiere.
Sul fatto che loro erano 10 anni che:

- Non riuscivano a vivere con calma una fiera perchè dovevano rimanere bloccati al tavolo a disegnare per ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore oreore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore per i cacciatori di SKETCH (Ecco cosa accumunava tutti i rapiti!!!!)

-
Non potevano andare ne a mangiare a pranzo ne andare in bagno ( sembra che alcuni editori dopo una lunga contrattazione avessero promesso di fornirgli almeno uno bottiglia dove urinare, ma alla fine non se ne fece niente)

- Erano costretti a disegnare improbabili soggetti (Un' uomo barbuto vestito da Saiolor Moon, Wolverine che si scaccola e scaccolandosi si buca il cervello con un artiglio e dice in un fumetto" Era meglio usare un Cotton Fiock e altri sulla stessa riga)

-
Dovevano rispondere a domande del tipo: "Come lo vuoi il foglio? Liscio? Ruvido? Grammatura? 220 gr? Te lo posso dare Nero/Verde/Rosso/Blu a righe fucsia/Trasparente/Con una macchia d' olio di Sugna?"

Insomma la situazione, sostenevano, si era fatta insostenibile....

Alcuni si svegliavano di notte gridando "Noooooooooo, non me lo puoi lasciare un cartoncino!!! Non me lo puoi lasciare!!!!!!!!!!!!!!! I cartoncini mi sommergono...aiuto!!!!!!!"

Altri avevano assunto meccanismi così automatici che quando gli davano un biglietto da visita ci disegnavano qualcosa sopra e poi lo restituivano al proprietario.

Tutto ciò lo ricostruii con calma nei lunghi giorni di prigionia.
Perchè....perchè alla fine di quel lungo discorso che loro ci fecero il primo giorno di prigionia CAPI' ASSOLUTAMENTE NULLA DI QUELLO CHE DISSERO!!!
Fu un quel momento di totale incapacità di comunicazione verbale con i nostri carcerieri che capimmo con avevamo a che fare!

ERAVAMO STATI RAPITI DAI DISEGNATORI A CUI PER ANNI AVEVAMO CHIESTO DEGLI SKETCH DURANTE LE FIERE!!!!!

Individuata l' identità dei sequestratori restava l' insormontabile problema della comunicazione?
Era disegnatori! Come potevamo comunicare con loro a parole? MAH!

Si fece aventi il tizio più basso con gli occhiali da sole a specchio. Sembra che lui non fosse un disegnatore, ma uno sceneggiatore.
C' era un possibilità di comunicare, forse. Forse potevamo trattare il nostro rilascio!

Lo sceneggiatore iniziò a parlare. Pendevamo tutti dalle sue labbra....cadendo cercammo di aggrapparci alla barbetta, ma inutilmente. Ci sfracellammo impietosamente sulle rocce aguzze dell' incomunicabilità. Non si capiva niente di quello che diceva....

Tuttavia il bisogno di farci capire che questa situazione non poteva continuare e che loro come noi erano appassionati di fumetto e alla fiere volevano poter girare liberamente senza paura di essere placati ad ogni metro da una massa di incamati cacciatori di sketch era impellente....

....e mentre due disegnatori cercavano di far confessare al signore napoletano ( che poi si scopri essere il leggendario Alfonso Rizzo) come avesse fatto arrivare il mitico "cartoncino" sul comodino del letto di uno di loro e tra i regali di natale del figlio dell' altro, trovammo una soluzione all' incomunicabilità...

Avremmo comunicato a disegni!!!

Si misero a fare un fumetto (coordinati dal Non-Disegnatore con gli occhiali a Specchio) che rappresentava un gruppo di disegnatori legati con catene al tavolo dal disegno circondati da un lato da editori che li frustavano gridando "DISEGNA" e dall' altro da una massa indemoniata di cacciatori di sketch che si univa al grido e con tono deciso e occhi infuocati gridava "DISEGNA"

Il messaggio stava passando. Poteva funzionare.


Sketch recuperato durante la prigionia di Gabriele Dell' Otto


Iniziavo a vedere pentimento e ragionevolezza sul volti dei miei compagni rapiti. Forse qualcosa poteva cambiare.
Poteva nascere un modo diverso di vivere le fiere, dove autori e cacciatori di sketch convivevano in pace e rispetto reciproco.

Poteva, o meglio. Avrebbe potuto.

Ma non avevamo tenuto conto di Alfonso Rizzo. Grave errore.

Appena una pagina ci veniva mostrata Alfonso aveva uno scatto felino verso di essa e la incamerava ( MISTERIOSAMENTE FIRMATA E DEDICATA!!) nella sua cartelletta.

A nulla servì rafforzare le corde e poi le catene che lo legavano o rimettergli il cappuccio.

Un secondo dopo che la tavola era pronto e uno prima che il suo messaggio comunicativo potesse pervenirci, Alfonso l' aveva incamerata. Come facesse, resta un mistero di cui presto, sembra, si occuperà Voyager.

Fine delle buone maniere. La Congrega del Polso Stanco, vistasi sfumare anche questo ultima possibilità di comunicazione si era incazzata. E di brutto.

Decisero di provare con una terapia shock.

Dopo aver portato Alfonso in un altra sala, iniziarono a realizzare dei meravigliosi sketch in quella dove noi eravamo rimasti.

Per poi distruggerli.

Disegnavano, ce li mostravano, ce li dedicavano e poi li strappavano. Un pezzetto alla volta.
Sempre più belli. Sempre distrutti. A volte bruciati. A volte accortocciati, a volte usati come tavagliolo. Cmq sempre rovinati.

Iniziavamo ad esserci tra di noi reazioni che ho visto solo in Arancia Meccanica e che sinceramente sono troppo dolorose da raccontare.

Vi dico solo che tutto ciò andò avanti per 20 giorni.

Ininterrottamente.

Cosi come loro dovevano disegnate Ininterrottamente noi dovevamo vedere i nostri feticci distrutti ininterrotamente. Fu una dura prova e non so per quando sarebbe durata ancora e quanto avremmo potuto sopportare senza impazzire...

...fatto stà che tutto, all' improvviso, finì. E ancora una volta grazie ad Alfonso.

Mentre noi stavamo escogitando chissà quali piani di fuga, lui una mattina, semplicemente si alzò e disse:
"Bè, uagliò, mò ci annama Ijjè che c' è Sansepolcro Comics e Games (Bè, ragazzi, adesso ce ne dobbiamo andare che c' è Sansepolcro Comics e Games per chi non parla il RIZZESE)"

Alla parola Comics un nebbia di luce di circondò!
Non è facile spiegare quella sensazione di evanescenza che ci avvolse, ne posso spiegarvi razionalmente come quello che successe potette succedere. So solo che ci ritrovammo a Sansepolcro davanti a una minifiera del fumetto in cui Alfonso era già sparito, confondendosi con la folla.

Il resto è cronaca. Un saluto con gli altri Sketch Hunter e la reciproca promessa di non parlare mai più di quello che era successo. Di far finta che fosse stato solo un sogno. Certo un sogno durato 22 giorni....
Un ritorno sereno a casa, una doccia ed eccomi qui a raccontarvi il perchè non ho aggiornato il blog per così tanto tempo.
Non vorrei che pensaste che non mantengo le promesse o che dico bugie.

Se vi avevo detto che quanto tornavo da Mantova vi avrei raccontato come era andata, nulla ( tranne un rapimento da parte di una congrega di disegnatori incazzati) poteva impedirmelo.

Cosa conservo di tutta questa esperienza? Dei giorni di prigionia, degli sketch perduti e della disperazione dei disegnatori?

Poco e Molto. Ma questo Poco e questo Molto sono come il motivo perchè uno non beveva Jagermaister.
SONO SOLO FATTI MIEI.

Il GLIFO

Ps: Sono uscito cmq arricchito da questa esperienza! Ho capito come fa Alfonso Rizzo ad essere presente a tutti le fiere del mondo! Si teletrasporta!!! Capire come fa , sarà il prossimo passo.


Il Glifo ringrazia per l' involontaria e inconsapevole partecipazione Alfonso Rizzo, I ragazzi del Club di Dell' Otto e tutti i disegnatori in penombra. I fatti qui raccontati non sono mai successi in questo continuum temporale e sono frutti della fantasia dell' autore e di una peperonata di troppo della madre dell' autore.
Per la realizzazione di questo racconto non è stato maltratto o sottoposto a violenza nessun Glifo, Autore di fumetti, cacciatore di sketch e soprattutto Sketch. Fin ora.



Il Glifo sa benissimo che chi dice che i disegnatori di fumetti non sanno comunicare è un bugiardo. Ragazzi...si fa per scherzare...





Alfonso Rizzo visto da Gud

4 commenti:

LuKa ha detto...

beh, la seconda motivazione è più "verosimile", grazie per avermi linkato il disegno. alla prossima!

Il Glifo ha detto...

Grazie a te tantissimo per essere passato di qui....

Alla prossima!

Antares ha detto...

vi siete divertiti a Mantova alle mie spalle!!!!

A Napoli mi vendicherò!!!

Ciao Andrea
Ciao Luca

A presto!!

Ed! ha detto...

sei il solito pazzo LOL

ciao Andrè