sabato, gennaio 09, 2010

Ecco la storia OVVERO Il ritorno di Andrea Cuoreleggero (PARTE 1°)

Premetto subito che non ho un'enorme simpatia per chi racconta sul proprio blog anche quando il gatto scodinzola asincrono.

Per me il blog non è mai stato un diario ma piuttosto una lavagna.

Tuttavia, a fronte della seicentottontaduemillessima volta in cui in queste ore ho dovuto narrare gli eventi degli ultimi 15 giorni, ho deciso di mettere tutto per iscritto, così chi vuole avere notizie se le viene a leggere qui.

Mettetevi comodi. Ne sono successe di tutti i colori e di tutti i suoni.

Un consiglio.
State molto attenti a quello che desiderate.
E'proprio vero che potreste essere sorpresi dalle conseguenze dell'esaudirsi dei vostri desideri.

Ok. Si parte.

PROLOGO

- 25/12/2009 - Ore 2.00:

Mi sono incamminato verso la macchina per tornare a casa. Improvvisamente sento un senso di debolezza alle gambe e fatico a reggermi in piedi.
E' l'inizio di un abbattersi di tessere del domino che mi porteranno oggi a scrivere questo post.

Con fatica arrivo a casa e cerco di mettermi a letto. Mi sento molto caldo. Molto. Troppo.
Scende in campo il termometro. Quasi lo sciolgo. 40,5 gradi.

Non faccio in tempo a chiamare supporto che svengo. O meglio. Entro in un delirio lucido.
Erano anni che non avevo una febbre del genere. Già a 38 ricevo il dono delle lingue. A 39 disquisisco sul concetto di Dio in modo violento.
A 40 parlo in Braile
A 40,5...a 40,5 faccio l'esperienza sensoriale più assurda della mia vita.

Non posso spiegare a chi non l'ha provata una simile sensazione.

Mi limito a dire che,per quella notte, in quella stanza... io non c'ero.

Per me e per tutti i miei sensi, io ero in una GIUNGLA GLACIALE (eh si..).
Non so perchè il cervello abbia fatto questo collegamento. Ma ero lì.
Toccavo le piante a foglia larga e sentivo sotto le mani la neve e il freddo.
E mi bruciava il viso per le sferzate di neve che ricevevo.

E dovevo vendere dei rifugi. Si. Nel mio delirio, una volta raggiunta questo giungla glaciale, mi era stato dato un appartamento per sopravvivere, però per pagarmelo dovevo vendere altri appartamenti come quello ricevuto.

Solo che a chiunque arrivasse lì veniva dato un' appartamento ed un lavoro come il mio.
Perciò eravamo tutti venditori e nessun compratore.

L'ultima cosa che ricordo di quelle 6 ore di LUCIDO, COSCIENTE E FOLLE delirio era che insieme ai miei colleghi di rifugi da giungla glaciale, andavamo dai dirigenti a segnalare l'assurdità della cosa.

Poi ho ripreso i sensi. Momentaneamente.

Ho chiamato aiuto ed ho iniziato un cura a base di Tachipirina, antibiotici e chi più ne può prescrivere ne prescriva.

Sono entrato ed uscito da diversi stati di delirio. Non riuscivo a ragionare e solo a tratti ero lucido. Dei deliri dei giorni successi non conservo però memoria.

Nei giorni che ne sono seguiti, a turno, i miei organi sono si sono dati alle follie di fine anno.

Ero convinto che lo stomaco esplodesse. Mi sarei tagliato ben volentieri la testa per far passare il dolore acuto e grave allo stesso tempo. La gola era un tizzone ardente.

Come nelle migliori commedie italiane perdo 5 kili in 5 giorni.
Sudo così tanto che il lenzuolo, il coprimaterasso e il materasso stesso sono bagnati da parte a parte.

Nello specifico il materasso dovrà rimanere 5 giorni ad asciugare prima di poter essere riutilizzato.

Trasudava sudore. Per giorni.

Se vi sembra melodrammatico sappiate che, per motivi che scoprirete nel corso del racconto, difficilmente malattie e problemi fisici mi indispettiscono più di tanto.

Insomma, me la sono vista brutta. Non potevo immaginare che questo fosse solo il riscaldamento della partita che stavo andando a cominciare.

Mi rimetto in piedi giusto per il 31. Mi sento meglio. Tranquillo.

Solo un piccolo particolare. Al mega-ulta-dionisico-pantagruelico cenone di fine anno, per la prima volta nella storia della mia vita NON HO FAME.

Ora, per chi mi conosce, ANDREA NON HA FAME è un ossimoro, un errore di grammatica, di sintassi, un paradosso, un concetto assurdo e una bestemmia papale contemporaneamente.

Io mangerei sempre. Non c' è nulla che riesce a farmi perdere appetito. Nulla.

Il mio concetto di sazietà è il desidero di porco con contorno di porco ripieno di porco.

Se non ho fame, se non ho fame la sera del Cenone di capodanno con oltre 20 portate...bè, qualcosa non va. Dovevo capirlo.

Invece, alle 2.00 saluto tutti e vado a casa a dormire, solo un pò stanco.

Il bello deve ancora iniziare

Fine Prima Parte

Nella seconda parte scoprirete come sono arrivato a Catanzaro, cosa sono gli enzimi e perchè mi hanno operato al cuore.

Il GLIFO CUORLEGGERO

3 commenti:

LaRaffa ha detto...

O madonna! Dal sito di Gipi ho fatto un'incursione nel tuo anche se sono fra quelli antipatici che scrivono del gatto che scodinzola asincrono...più o meno. Bè, deve essere stata dura...se hai fatto in tempo ad accorgerti di tutto. Aspetto la seconda parte. In bocca al lupo.

Anna ha detto...

Ma la seconda parte????

Andrea Il Glifo Mazzotta ha detto...

La seconda parte arriva oggi! Promesso! Non è che sono morto nel frattempo....