sabato, giugno 05, 2010

Francesca Schiavone vince il Roland Garros OVVERO e il fumetto sportivo in Italia?


Metti che hai 13 anni e ti piace lo sport. E che sei una donna.
Metti che non ti piace ballare.
Metti che a te la pallavolo non ti convince. Troppa gente in campo. Palla troppo grossa.
Magari non è così. Magari si.
Metti che invece ti piac..... che ne so..... il tennis.
Metti che inizi a giocare. E che ti spacchi il culo.
E che sei brava.
Metti che, a volte, batti le più forti al mondo. Metti che, altre volte, va male.
Un bel po'.
Metti che forse sei troppo stupida per lasciare perdere. O che magari non è stupidità.
Magari c'è il cuore. Magari lo sai che devi avere solo pazienza.
Metti che, magari, aspetti.
E che dopo qualche anno vinci il Roland Garros.
Metti che sei la prima donna italiana che lo vince.
Metti che ti chiama Napolitano per farti i complimenti.
Metti che non sei stupida. Metti che semplicemente che vuoi essere la migliore.
Metti che ci riesci.
Metti tutto questo.

Metti che qualche anno fa tutti ti conoscevano per questo video....



....mentre ora ci ho messo 30 minuti a trovarlo su Youtube.

Metti che adesso tutti ti conoscono per queste foto....



...e si ricorderanno di te per questo bacio...



Metti che la tua è una storia bella, epica e piena di spunti narrativi.

Metti tutto questo.

Mi permetti di chiedermi perchè in Italia non escono storie a fumetti (che poi è di questo che parla questo blog,sai?) che parlano di sport?
Che ne raccontino il contesto epico, agonistico.
La crescita interiore che ci vuole superare il consueto.
La TENUTA, come diceva una mia amica. Mentale, oltre che fisica.

Passiamo ore a guardare da destra verso sinistra e da sinistra verso destra (volendo siamo già abituati ad una forma di narrazione simile a quella del fumetto) 22 miliardari che in mutande inseguono una palla su un prato d'erba e a nessuno (o quasi) viene in mente di raccontare una storia sul calcio. O sul tennis. O sulla pallacanestro.

Mah.

Brava comunque. Io non seguo il tennis. Ma mi hai dato un brivido oggi. Come se avessi letto un bel fumetto. Un fumetto d'avventura.



Il Glifo

Ps: Senza andare a citare i manga (Soprattutto quelli del Maestro Adachi) segnalo che esiste un fumetto sul calcio, ad opera di Otto Gabos.

Certo, per 30 milioni di tifosi uno solo fumetto è abbastanza strana come proporzione...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Veramente i fumetti sullo sport esistono, in Italia e altrove. Al di là del manga, appunto (basterebbe il manga a soddisfare tutti, ma c'è chi fa lo schizzinoso e vuole la retorica occidentale invece dell'adrenalina giapponese), ci sono diversi fumetti sulla boxe, sull'automobilismo, sul calcio, sul baseball. Ma tu non hai fatto mente locale!!! :-)
Marco Pellitteri

Andrea Mazzotta ha detto...

Ciao Marco,
penso ci sia un po' di confusione.

In primo luogo, io mi riferivo al mercato italiano e non all'estero
(e questo si evince chiaramente da quello che ho scritto).
I fumetti sportivi giapponesi per esempio, come tu mi insegni, non mancano sicuramente.

Per quanto riguarda il mercato italiano...certo. Ci sono delle STORIE sullo sport (vedi per esempio quella di Scozzari su uno degli ultimi Animals o i volumi usciti per Becco Giallo su Coppi e su Gigi Meroni tra gli ultimissimi) ma ciò a cui mi riferivo io (in modo poco esplicito effettivamente) non sono singole storie o singoli volumi ( che sono sicuramente MOLTO MOLTO meno di quando ci si aspetterebbe in un paese che mette lo sport a centro di tanti flussi di pensiero)

La domanda che mi ponevo io, riservandomi di approfondirla in altre sede, è:

Perchè serie dedicate ad Detective Inglese o a un Ranger nel Far West o una criminologa americana sono già negli scaffali di tutti le edicole da decenni e una sullo sport ancora non la troviamo?

Certo, parlando, come ho fatto, di storie e non di serie poteva sorgere il malinteso.

Ti assicuro cmq che prima di scrivere (di solito) faccio mente locale, non ti preoccupare.
Questo post è venuto fuori proprio di...stomaco!

Grazie dell'intervento.
Andrea

Ps: Una nota...non sono molto d'accordo (ma data la tua competenza in materia, prendi questa mia osservazione come una semplice curiosità) sul fatto che la contrapposizione tra il fumetto sportivo italiano e quello giapponese sia l' aspetto introspettivo contrapposto a quello adrenalinico.
Per esempio Adachi, che è un emblema del manga sportivo giapponese, ha una narrazione ritmata ma lenta e sicuramente non adrenalinica.
Ma ripeto, faccio questa osservazione solo per sapere la tua opinione che mi interessa molto.
ciao ciao